Il progetto si muove dalla Germania, al Camerun passando dal Marocco , dalla Romania alla Thailandia attraversando la Cina, esplorando i cibi, le usanze e la convivialità dei gesti a tavola . In verità ho fatto solo pochi Km, per lo più nella provincia di Bologna. I veri viaggiatori sono i protagonisti delle immagini, persone che hanno lasciato il loro paese ma che continuano a riviverlo nei piatti che preparano per i giorni comuni o quelli di festa. Ad ogni immagine della tavola è affiancata l’immagine dei luoghi in cui ora vivono le famiglie. Luoghi molto diversi da quello che ci potremmo immaginare guardando solo dentro al piatto! Ogni gruppo etnico possiede una propria identità alimentare regolata da precetti, usi, costumi, ruoli sociali, riti e cerimonie: un patrimonio gastronomico che differenzia una tradizione da un’altra. Il bisogno di appartenenza e l’adozione ad un modello alimentare condiviso contribuisce a definire e rafforzare il senso di identità e i processi di identificazione di un gruppo. Questo bisogno rappresenta uno dei fattori principale che accompagnano i flussi migratori e che spinge le diverse comunità migranti a conservare le proprie abitudini alimentari anche al di fuori del proprio paese.

Chiara Badiali -
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